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Il mercato musicale italiano vola: ottavo anno di crescita tra streaming e boom del vinile

culture2026-08-30 · 2 min read · 0 reads

Il mercato discografico italiano segna un nuovo record, cresce più della media europea e vede il vinile in forte ascesa. Una lettura serena dei dati e del ruolo crescente della musica made in Italy.

Da chi segue l'industria musicale da anni, ho imparato a diffidare degli annunci trionfalistici. Eppure i dati più recenti sul mercato discografico italiano sono difficili da ridimensionare. Non si tratta di un singolo successo clamoroso, ma di una crescita solida e prolungata, che colloca l'Italia davanti alla media europea e a quella mondiale. Ed è proprio questa costanza, più di qualsiasi record isolato, a catturare la mia attenzione.

Un ottavo anno di crescita

Il quadro generale è netto. Nel 2025 il mercato discografico italiano ha raggiunto un valore record di circa 579 milioni di dollari, pari a 513,4 milioni di euro, con una crescita del 10,7 per cento rispetto all'anno precedente. Si tratta dell'ottavo anno consecutivo di espansione, un ritmo che è addirittura il doppio della media europea, ferma al 5,6 per cento, e superiore anche alla media globale del 6,4 per cento.

Lo streaming resta il motore

Come altrove, il principale motore resta lo streaming. Le sue entrate hanno superato i 340 milioni di euro, ovvero due terzi dell'intero mercato, con una crescita del 9,6 per cento. A trainare sono soprattutto gli abbonamenti a pagamento, cresciuti del 14,1 per cento fino a 234,4 milioni di euro, pari al 69 per cento del formato digitale. È il segno di un pubblico sempre più disposto a pagare con regolarità per la musica che ascolta ogni giorno.

Il vinile continua a sorprendere

La vera sorpresa, però, arriva dal supporto fisico. Il comparto è cresciuto con forza fino a 74,7 milioni di euro, in aumento del 21,9 per cento, trainato in gran parte dal vinile. Le entrate del vinile sono salite del 24,2 per cento, mentre perfino il CD ha guadagnato il 15,1 per cento. Dietro questi numeri si intravede il fenomeno dei cosiddetti superfan e il valore da collezione che la musica fisica ha riacquistato negli ultimi anni.

Il peso della musica italiana

Un aspetto che apprezzo particolarmente è la centralità della produzione locale. Le classifiche italiane sono oggi dominate quasi per intero da artisti nazionali, un fenomeno che non si osserva in molti altri mercati europei. Questo radicamento nella cultura e nella lingua del Paese non solo alimenta i ricavi, ma rafforza anche l'identità di una scena musicale capace di parlare al proprio pubblico senza dipendere esclusivamente dai grandi nomi internazionali.

La mia lettura serena

Con tutto l'ottimismo, cerco di mantenere l'equilibrio. Una crescita a doppia cifra non cancella le disuguaglianze nella distribuzione dei ricavi, e per molti artisti emergenti vivere di musica resta difficile. Eppure la fotografia complessiva è incoraggiante: il pubblico paga per la musica, il vinile riconquista spazio e i talenti italiani trovano ascolto. La vera sfida sarà fare in modo che questa prosperità raggiunga in modo più equo chi la musica la crea davvero.

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