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La musica italiana vola nel 2025: il mercato discografico sfonda quota 513 milioni di euro e supera il cinema

culture2026-08-20 · 4 min read · 2 reads

Il report FIMI certifica un anno record per la musica registrata in Italia: 513,4 milioni di euro, in crescita del 10,7 per cento. Lo streaming traina il mercato con 99 miliardi di ascolti, mentre il vinile continua la sua rinascita e i superfan spendono in media 138 euro al mese.

La musica registrata italiana vive un momento d'oro senza precedenti. I dati diffusi dalla Federazione Industria Musicale Italiana, conosciuta con la sigla FIMI, raccontano di un settore in piena salute e in costante espansione. Il 2025 si chiude infatti con numeri che segnano un nuovo record storico e che confermano la vitalità di un comparto capace di reinventarsi continuamente, tra abitudini digitali e ritorno agli oggetti fisici.

Un mercato da record oltre i 513 milioni

Il valore complessivo del mercato discografico italiano ha raggiunto nel 2025 la cifra di 513,4 milioni di euro, con una crescita del 10,7 per cento rispetto all'anno precedente. Si tratta dell'ottavo anno consecutivo di aumento, un dato che testimonia una tendenza solida e non un semplice fenomeno passeggero. Dal 2019 a oggi il valore del mercato è più che raddoppiato, a conferma di un percorso di crescita davvero straordinario.

Il confronto con gli altri Paesi rende ancora più evidente la portata di questo risultato. L'Italia si conferma il terzo mercato più importante dell'Unione Europea, alle spalle soltanto di Germania e Francia, e occupa l'undicesima posizione a livello globale. La crescita nazionale del 10,7 per cento supera nettamente sia la media europea, ferma al 5,6 per cento, sia quella mondiale, attestata al 6,4 per cento.

Un altro dato simbolico riguarda il confronto con il grande schermo. Nel 2025 la musica registrata ha superato per la prima volta gli incassi del botteghino cinematografico nazionale, fermo a 496,5 milioni di euro. Un sorpasso che ha un forte valore culturale e che fotografa il cambiamento nelle abitudini di consumo degli italiani, sempre più disposti a investire tempo e denaro nell'ascolto musicale.

Lo streaming resta il motore principale

Il vero traino del mercato continua a essere lo streaming, che da solo genera oltre 340 milioni di euro, pari a circa due terzi dei ricavi complessivi. All'interno di questo segmento sono gli abbonamenti premium a fare la parte del leone, con 234,4 milioni di euro e una crescita del 14,1 per cento, mentre la componente gratuita sostenuta dalla pubblicità registra un leggero calo del 2,2 per cento.

I numeri assoluti degli ascolti sono impressionanti e restituiscono la dimensione di questo fenomeno. Nel corso del 2025 sono stati effettuati ben 99 miliardi di stream nel nostro Paese, con una media settimanale che sfiora gli 1,9 miliardi di riproduzioni. A questi si aggiunge il video streaming, che contribuisce con 54,8 milioni di euro, completando così un quadro digitale estremamente dinamico e in continua evoluzione.

Il ritorno del vinile e della musica fisica

Il vinile continua la sua rinascita e conquista sempre più appassionati in Italia. (Immagine illustrativa)
Il vinile continua la sua rinascita e conquista sempre più appassionati in Italia. (Immagine illustrativa)

Accanto al mondo digitale, sorprende la vitalità del supporto fisico, che vive una vera e propria rinascita. La musica fisica ha raggiunto un valore di 74,7 milioni di euro, con una crescita del 21,9 per cento, arrivando a rappresentare il 15 per cento dell'intero mercato nazionale. Un risultato che smentisce chi dava per spacciati i formati tradizionali nell'era dello streaming senza limiti.

A guidare questa riscoperta è soprattutto il vinile, protagonista assoluto di una tendenza che unisce nostalgia e collezionismo. Le vendite di dischi in vinile sono cresciute del 24,2 per cento, mentre i compact disc hanno registrato un aumento del 15,1 per cento. In totale sono state vendute 4,6 milioni di unità fisiche, suddivise in modo quasi paritario tra i due formati, con due acquisti su tre destinati proprio al vinile.

I superfan e l'export della musica italiana

Il report dedica un'attenzione particolare a una categoria di consumatori definita superfan. Si tratta di appassionati che spendono in media 138 euro al mese per la musica, una cifra molto più alta rispetto ai 57 euro della media generale. Curiosamente, la fascia più generosa è quella dei giovani tra i 16 e i 24 anni, che investono in media 79 euro mensili, a dimostrazione di un legame profondo con gli artisti preferiti.

Non va infine dimenticato il capitolo dell'esportazione, sempre più rilevante per l'industria nazionale. Le royalties provenienti dall'estero hanno superato i 32 milioni di euro, con un aumento del 13,9 per cento su base annua e una crescita cumulata del 180 per cento a partire dal 2020. La componente digitale rappresenta ormai l'88 per cento dei ricavi esteri, segno di una musica italiana capace di varcare i confini con successo crescente.

Dietro le cifre trionfali si nasconde però anche una realtà fatta di forti squilibri nella distribuzione degli ascolti. Secondo il report, appena lo 0,2 per cento delle canzoni disponibili genera l'80 per cento delle riproduzioni totali, mentre quasi 20 milioni di brani non raggiungono nemmeno i mille stream. È il segno di un mercato in cui pochissimi titoli concentrano l'attenzione del pubblico, con oltre l'82 per cento degli ascolti dedicato a musica pubblicata dopo il 2010.

Il quadro che emerge da questi dati è quello di un settore maturo e in grande forma, capace di coniugare innovazione tecnologica e valore tradizionale. La convivenza tra lo streaming, con i suoi 99 miliardi di ascolti, e la passione per il vinile racconta un pubblico eterogeneo e appassionato. Per gli artisti e per l'intera filiera musicale italiana, il 2025 rappresenta una base solida da cui guardare al futuro con rinnovato ottimismo.

Matteo Riva
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Matteo Riva
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