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La musica in Italia supera il cinema: il mercato discografico vale 513,4 milioni e cresce del 10,7%

culture2026-08-19 · 3 min read · 68 reads

Il report FIMI fotografa un 2025 da record per la musica italiana. Il mercato discografico raggiunge 513,4 milioni di euro, cresce del 10,7% e per la prima volta supera il box office cinematografico nazionale.

La musica registrata in Italia vive un momento d'oro. Secondo l'ultimo report della FIMI, la federazione dell'industria musicale italiana, il 2025 si è chiuso con numeri da record, che confermano un settore in piena salute e in costante espansione. Il dato più simbolico è il sorpasso storico su un rivale del tutto inatteso, il cinema.

Un mercato da 513,4 milioni

Il valore complessivo del mercato discografico italiano ha raggiunto i 513,4 milioni di euro, con una crescita del 10,7% rispetto all'anno precedente. Si tratta dell'ottavo anno consecutivo di espansione, un risultato che testimonia la solidità di un comparto capace di reinventarsi e di intercettare le nuove abitudini di ascolto del pubblico.

Il sorpasso sul cinema

Il primato più clamoroso riguarda il confronto con la settima arte. Per la prima volta nella storia, la musica registrata ha superato il box office cinematografico nazionale, che secondo il rapporto Cinetel 2025 si è fermato a 496,5 milioni di euro. Un sorpasso che segna un cambiamento profondo nelle abitudini di consumo culturale degli italiani.

Lo streaming traina tutto

Il motore principale di questa crescita resta lo streaming. Con un valore di 340 milioni di euro, questo canale rappresenta da solo circa i due terzi dell'intero mercato, pari al 66% del totale. Nel corso del 2025 sono stati effettuati ben 99 miliardi di stream nel nostro Paese, un numero che rende l'idea di quanto la musica sia entrata nella quotidianità.

All'interno dello streaming, la differenza la fanno gli abbonamenti a pagamento. Il segmento premium ha raggiunto quota 234,4 milioni di euro, con una crescita del 14,1% rispetto al 2024. Al contrario, la parte gratuita, quella sostenuta dalla pubblicità, ha registrato un lieve calo del 2,2%, segno che gli utenti sono sempre più disposti a pagare per la musica.

Il vinile non smette di crescere

In Italia il vinile continua a crescere e rappresenta due acquisti su tre di musica fisica. (Immagine illustrativa)
In Italia il vinile continua a crescere e rappresenta due acquisti su tre di musica fisica. (Immagine illustrativa)

Sorprende, in piena epoca digitale, la straordinaria vitalità della musica fisica. Questo segmento vale 74,7 milioni di euro, in crescita del 21,9%, e rappresenta il 15% dell'intero mercato nazionale. Il fenomeno è trainato soprattutto dal vinile, che segna un aumento del 24,2%, mentre anche il CD cresce in modo significativo, del 15,1%.

Il ritorno del vinile è ormai una tendenza consolidata e non un semplice fenomeno passeggero. A dimostrarlo è un dato eloquente, ovvero che due acquisti su tre di musica fisica riguardano proprio i dischi in vinile. Il formato è diventato un oggetto da collezione e un simbolo per gli appassionati, capace di unire l'ascolto a una vera esperienza materiale.

L'era dei superfan

Dietro questi numeri si nasconde la figura sempre più centrale del superfan. Chi rientra in questa categoria spende in media 138 euro al mese per la musica, contro i 57 euro del consumatore medio. Tra i più giovani, nella fascia tra i 16 e i 24 anni, la spesa media si attesta invece intorno ai 79 euro mensili, a conferma di un fortissimo attaccamento.

Ascolti sempre più concentrati

Il report mette in luce anche come cambia il modo di ascoltare. In media, ogni settimana gli italiani dedicano alla musica quasi 22 ore, con un aumento del 19% rispetto a cinque anni fa. Al tempo stesso, il mercato è estremamente concentrato, dato che appena lo 0,2% delle canzoni genera l'80% degli ascolti complessivi del Paese.

Questa concentrazione racconta di un pubblico che si muove in gran parte attorno ai grandi successi del momento. Le canzoni di maggior richiamo del 2025 hanno collezionato in media 100 milioni di stream in meno di sette mesi. Un ritmo impressionante, che evidenzia la rapidità con cui un brano può diventare un fenomeno di massa e poi lasciare spazio al successivo.

Italia oltre la media europea

Sul piano internazionale, l'Italia si distingue per un ritmo di crescita superiore a quello dei suoi vicini. Il mercato nazionale si conferma il terzo dell'Unione Europea, alle spalle di Germania e Francia, e l'undicesimo a livello mondiale. Cresce inoltre l'export, con le royalties dall'estero salite a 32 milioni di euro, in aumento del 13,9%, altro segnale positivo.

Nel complesso, il quadro tracciato dalla FIMI è quello di un'industria musicale italiana in gran forma, capace di crescere in ogni suo segmento, dallo streaming al vinile. Il sorpasso sul cinema non è solo un dato simbolico, ma la conferma che la musica è tornata a essere, a pieno titolo, uno dei protagonisti della vita culturale ed economica del Paese.

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